sabato, marzo 21, 2009


Gran Torino

Walt Kovalski, reduce di guerra con tanto di medaglia, operaio Ford in pensione, si erge nella chiesa durante l'elogio funebre dell'adorata moglie. Viso scavato da lavoro, fatica, sofferenza ed orrore. Nulla sembra essergli di conforto, men che meno figli e nipoti, che gli risultano dei perfetti estranei che per di più guidano un'auto giapponese! Mastica amaro dinanzi alle parole del giovane curato che ad ogni costo vorrebbe confessarlo, ultimo desiderio della moglie ma non il suo primo. Vive in un quartiere che ha perso ogni parvenza di genia americana, asiatici ovunque, persino affianco alla sua di casa. Una famiglia di etnia Hmong (esuli di varie nazioni asiatiche che durante la guerra in Vietnam appoggiarono gli Usa e furono perseguitati) sono i suoi nuovi vicini. La sua vita è fatta della compagnia dell'adorato cane, bevute di birra in veranda e la pulizia maniacale del prato e della sua Gran Torino! Il simbolo di una potenza economica ormai cancellata da avventurose scaltate economiche, una macchina che è un simbolo.
La vita gli cambia, all'improvviso, quando fanno capolino Tao (che prima cerca di rubargli l'auto e poi gli viene offerto come aiutante tuttofare) e sua sorella. Il vecchio e malandato Walt lo salva dalle grinfie di uan gang, lo istruisce alla vita...piano piano e quasi inconsapevolmente "i diversi" diventano i suoi amici più cari. Lo sciamano di famiglia "lo legge" e Walt non sa resistere dinanzi al fatto che a quel matto tutto sembra limpido, chiaro, le parole lo attraversano e scavano nel profono, nei dolori fagocitati e nella memoria di una guerra. Clint non smette mai di stupirci, ci regala un film assolutamente imperdibile, fatto con poco spreco di denaro e dose massiccia di quelle cose che ognuno di noi dovrebbe cercare di procacciarsi in quantità, emozioni forti che sembrano pugni ben assestati alla bocca dello stomaco. Spendete due ore della vostra vita per conoscere questo vecchio residuo di un mondo che non c'è più, pur con tutti i suoi difetti, egli non vi si toglierà di mente per molto tempo.

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