
The Wrestler
Tanti sono i film, nella centenaria storia della 7^ arte, che affrontano il tema dell'ascesa e della caduta...il primo che mi viene alla mente è il Toro Scatenato di Scorsese, in cui De Niro presta il suo volto al pugile Jack La Motta, mostrandone gloria e miserie in egual misura. The Wrestler ci risparmia la gloria, la lambisce lieve come un ricordo sempre più sfocato...qualcosa che fa solo male, nonostante tutti sembrino dimostrarcene il contrario! Negli anni '80 Randy "The Ram" Robinson è un mito, all'apice, tocca il successo con le dita e se ne nutre...sino a quando lentamente tutto quello che ha si riduce ad esibizioni squallide per nostalgici della lotta o sanguinolenti spettacoli in cui farsi macellare i muscoli stanchi e gonfi artificialmente. Il film è la rappresentazione stessa del lento convincimento del proprio fallimento, non nello sport - unica ragione di vita, parole di Randy, così come i suoi fans - ma nella vita! La vita che alla fine ti chiede il conto, per quanto tu possa sfuggirla alla fine essa trova te. Randy ha dei debiti da pagare e li paga tutti, ha un infarto, una figlia con la quale tenta di ricostruire qualcosa ma la delude, ancora...ha un ultimo incontro, l'ultima rappresentazione per riprendersi l'antica gloria. La storia è stata raccontata mille volte, lo si sa, non è tanto questo a rendere The Wrestler un piccolo gioiello, inannzitutto vi è un nome: Mickey Rourke! Sarà un caso se la vita di Randy sembra maledettamente simile alla parabola che Rourke ha vissuto?? Pensare che quel volto, vent'anni fa, era la rappresentazione dell'oggetto del desiderio di milioni di donne ed oggi, dopo una vita spesa e sprecata tra boxe, droga, donne, alchool e tanto altro, è bello leggere -parole sue- che oggi ha semplicemente deciso di vivere! Alle volte neppure ci rendiamo conto di quanto sia difficile, per le persone, essere felici di vivere!
Tanti sono i film, nella centenaria storia della 7^ arte, che affrontano il tema dell'ascesa e della caduta...il primo che mi viene alla mente è il Toro Scatenato di Scorsese, in cui De Niro presta il suo volto al pugile Jack La Motta, mostrandone gloria e miserie in egual misura. The Wrestler ci risparmia la gloria, la lambisce lieve come un ricordo sempre più sfocato...qualcosa che fa solo male, nonostante tutti sembrino dimostrarcene il contrario! Negli anni '80 Randy "The Ram" Robinson è un mito, all'apice, tocca il successo con le dita e se ne nutre...sino a quando lentamente tutto quello che ha si riduce ad esibizioni squallide per nostalgici della lotta o sanguinolenti spettacoli in cui farsi macellare i muscoli stanchi e gonfi artificialmente. Il film è la rappresentazione stessa del lento convincimento del proprio fallimento, non nello sport - unica ragione di vita, parole di Randy, così come i suoi fans - ma nella vita! La vita che alla fine ti chiede il conto, per quanto tu possa sfuggirla alla fine essa trova te. Randy ha dei debiti da pagare e li paga tutti, ha un infarto, una figlia con la quale tenta di ricostruire qualcosa ma la delude, ancora...ha un ultimo incontro, l'ultima rappresentazione per riprendersi l'antica gloria. La storia è stata raccontata mille volte, lo si sa, non è tanto questo a rendere The Wrestler un piccolo gioiello, inannzitutto vi è un nome: Mickey Rourke! Sarà un caso se la vita di Randy sembra maledettamente simile alla parabola che Rourke ha vissuto?? Pensare che quel volto, vent'anni fa, era la rappresentazione dell'oggetto del desiderio di milioni di donne ed oggi, dopo una vita spesa e sprecata tra boxe, droga, donne, alchool e tanto altro, è bello leggere -parole sue- che oggi ha semplicemente deciso di vivere! Alle volte neppure ci rendiamo conto di quanto sia difficile, per le persone, essere felici di vivere!
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